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Agevolazioni per gli edifici rurali
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La Regione Puglia vuole dare il suo contributo alla lotta contro l’emergenza energetica, scaturita dal conflitto in corso tra Russia e Ucraina, e lo fa offrendo una svolta “green” alle misure agevolative regionali già in vigore.
Obiettivo: favorire la transizione ecologica delle imprese del territorio, messe in ginocchio dai costi sempre più insostenibili dell’energia.
L’intervento, a supporto delle iniziative dirette ad acquisire una maggiore autonomia energetica, modifica alcuni tra i più importanti strumenti agevolativi regionali:
- i Contratti di Programma;
- i Pia (Programmi integrati di agevolazione) Medie imprese, Piccole imprese e Turismo;
- il Titolo II Capo 3 (rivolto alle Pmi del commercio, dell’artigianato e del manifatturiero);
- il Titolo II Capo 6 (per le Pmi del settore turistico-alberghiero).

Le novità
Vengono integrate le iniziative ammissibili agli aiuti regionali rivolti alle micro, piccole e medie imprese e, in particolar modo, per lo strumento noto col nome di Titolo II Capo 3 e Capo 6. Le PMI avranno la possibilità di presentare un programma di investimenti che preveda la realizzazione di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili, anche come intervento autonomo.
Sarà possibile installare all’interno dell’azienda:
- impianti eolici, solari (con tutte le tecnologie);
- macchine frigorifere a fonte geotermica (refrigeratori o pompe di calore);
- impianti di produzione di energia termica o elettrica a biomasse (liquide, solide o gassose).
Tra le altre, sono agevolabili anche le spese per i sistemi di accumulo integrati dell’energia (storage) e per la realizzazione di stazioni di ricarica di veicoli elettrici e ibridi ad uso esclusivo delle imprese che propongono il progetto.
Tali iniziative, nella versione precedente, erano ammesse solo se inserite all’interno di un più ampio progetto organico e funzionale e, in quanto assimilabili alle opere murarie, beneficiavano unicamente del contributo calcolato sul montante degli interessi.

Intensità agevolazione
Con l’upgrade dell’agevolazione è stata prevista una premialità, sotto forma di sovvenzione diretta a fondo perduto, pari al 35% per le piccole imprese e al 30% per le medie imprese che, in combinazione con il contributo sul montante interessi, permette di raggiungere l’intensità massima prevista dalla carta degli aiuti a finalità regionale (45% di agevolazione per le piccole imprese e il 35% per le medie).
La sovvenzione complessiva può raggiungere il 45% per le medie imprese e il 60% per le piccole, nel caso in cuile imprese dovessero aver bisogno anche di un aiuto per il finanziamento del rischio in forma di garanzie (erogato da Mediocredito Centrale o dai Confidi).
In seguito all’evoluzione della normativa, la misura del “Titolo II” rappresenta una delle poche opportunità a supporto degli investimenti in impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (esclusi anche dall’ecobonus).
Alle imprese viene data la possibilità di trasformare il periodo di difficoltà, indotto dal caro energia, in un’occasione per favorire il raggiungimento dell’autonomia energetica, ad esempio mediante l’installazione di impianti fotovoltaici.
Contatta i nostri consulenti per avere maggiori informazioni sui termini e le modalità di accesso alle agevolazioni.
